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Selezione a cura di M. Sassi - Virtual influencer, di Sisto, D., Giulio Einaudi Editore (2024)
Pagg. 101-106
Il filo rosso che lega le varie narrazioni citate, inserendole nel percorso che ci ha condotto da Cynthia ai virtual influencer, consiste innanzitutto nel "trasporto narrativo" che da sempre contraddistingue l'umanità. Il trasporto narrativo è ciò che ci rende più attratti dalla verità eloquentemente congegnata che dal mero, inoppugnabile e spesso triste dato di fatto oggettivo. La prima, infatti, viene percepita come particolarmente potente e solida proprio perché inventata o, comunque, messa in scena. Ce lo ricorda Pierre Bayard, nel suo provocatorio libro Come parlare di fatti che non sono mai avvenuti, quando ritiene assodato il ruolo determinante dell'invenzione circostanziale in funzione dei nostri comportamenti, al netto della necessaria preservazione della verità fattuale.
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Selezione a cura di M. Sassi - Da cosa nasce cosa, di Munari, B., Editori Laterza (1996)
Pagg. 42-45
Qualunque sia il problema lo si può smontare nelle sue componenti. Questa operazione facilita la progettazione perché tende a individuare i piccoli singoli problemi che si nascondono nei sottoproblemi.
Risolti i piccoli problemi uno alla volta (e qui comincia l'intervento della creatività e si abbandonerà l'idea di cercare un'idea) si ricompongono in modo coerente secondo tutte le caratteristiche funzionali per ogni singola parte e funzionali tra loro, secondo le caratteristiche materiche, psicologiche, ergonomiche, strutturali, economiche e, alla fine, formali.
Il bello è la conseguenza del giusto, dice una regola giapponese.
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Recensione a cura di Margherita Sassi - Con la testa sott'acqua, di C. Chiuso, add editore (2025)
Cristina Chiuso non si limita al fascino dell’agonismo, ma nel suo saggio individua gli elementi portanti la possibilità di rendere il nuoto una fonte di benessere. La forza di sanare qualsiasi crepa deriva dall’apertura mentale con cui l’Autrice stessa scioglie i nodi che si intrecciano nella vita di un atleta, ma occorre consolidare l’idea che il nuoto è cultura
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Selezione a cura di M. Sassi - Guida alla programmazione dell'educazione fisica e sportiva, di Bilbrough, A., La Nuova Italia (1980)
Pagg. 1-3
Presentazione dell'edizione italiana
di Michele Di Donato
La crisi attuale dell'educazione fisica e sportiva scolastica in Italia, è dovuta, come si sa, a diversi fattori.
Se limitiamo l'elenco all'essenziale, ricorderemo la esiguità dei contenuti, l'inadeguatezza dei programmi, la povertà degli impianti, l'impossibilità di una pianificazione, ed infine una fatiscente organizzazione.
In questa circostanza, poi, non è il caso di approfondire il problema della «competenza» dei docenti, che pure è fattore determinante della crisi.
Queste carenze, manifeste a chiunque segua la vicenda della scuola, ci hanno fatto intravedere, quando abbiamo esaminato per la prima volta (1973), il libro che presentiamo, l'utilità di una traduzione italiana.
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Selezione a cura di M. Sassi - La fatica, di Mosso, A., Giunti Editore (2001)
Pagg. 51-61
Visto da una prospettiva europea, quella che più gli si addice, il lavoro di Mosso risulta un passaggio fondamentale di quel processo di ridefinizione sociale e culturale del lavoro che si dispiega nel corso del lungo Ottocento. Esso gettava le sue più lontane radici nella genesi di un'immagine borghese della produzione e del lavoro, inestricabilmente connessa alla transizione alla società capitalistica. Si pensi alle retoriche lavoriste che fiorirono parallelamente alla rivoluzione industriale contro la pigrizia dei subalterni, ma anche alla polemica anti-aristocratica che prese di mira il parassitismo sociale della rendita e il non-lavoro come strumento di distinzione. Alla dimensione ideologica e filosofica si saldò in seguito una ricerca che si volle scientifica. Il suo itinerario è stato solo di recente ricostruito e meriterebbe maggiore attenzione ed ulteriori indagini. Ben prima della fine del secolo, all'incrocio fra varie discipline e non senza rilevanti finalità politiche e sociali, prese forma in Europa un'inedita scienza del lavoro: gli elementi che vi confluirono furono, come si è visto, molteplici, ma uno in particolare merita un'attenzione supplementare.