Selezione a cura di M. Sassi - Da cosa nasce cosa, di Munari, B., Editori Laterza (1996)
Pagg. 42-45
Qualunque sia il problema lo si può smontare nelle sue componenti. Questa operazione facilita la progettazione perché tende a individuare i piccoli singoli problemi che si nascondono nei sottoproblemi.
Risolti i piccoli problemi uno alla volta (e qui comincia l'intervento della creatività e si abbandonerà l'idea di cercare un'idea) si ricompongono in modo coerente secondo tutte le caratteristiche funzionali per ogni singola parte e funzionali tra loro, secondo le caratteristiche materiche, psicologiche, ergonomiche, strutturali, economiche e, alla fine, formali.
Il bello è la conseguenza del giusto, dice una regola giapponese.
Il principio di smontare un problema nelle sue componenti per poterlo analizzare, risale al metodo cartesiano. Poiché oggi specialmente, i problemi sono diventati molto complessi e talvolta complicati, è necessario al progettista, avere tutta una serie di informazioni su ogni singolo problema per una maggior sicurezza nella progettazione.
Forse è necessaria una definizione di « complessità» per poter distinguere ciò che è complesso da ciò che è complicato. Secondo Abraham Moles « un prodotto è complicato quando gli elementi che lo compongono appartengono a numerose classi differenti; mentre è complesso se contiene un gran numero di elementi raggruppabili però in poche classi ».
Si potrebbe dire che l'automobile è complicata mentre un elaboratore elettronico è complesso.
Oggi si tende alla produzione di oggetti meno complicati, a ridurre il numero delle classi degli elementi che formano un prodotto. Avremo quindi, in futuro, sempre più prodotti complessi e sempre meno quelli complicati.
Smontare il problema nelle sue componenti vuol dire scoprire tanti sottoproblemi. « Un singolo problema di design è un insieme di molti sottoproblemi. Ognuno di essi può essere risolto in modo da ottenere un campo di soluzioni accettabili » dice Archer.
Ogni sottoproblema ha una sua soluzione ottimale che però può contrastare con le altre. La parte più ardua del lavoro del designer sarà quella di conciliare le varie soluzioni con il progetto globale. La soluzione del problema generale sta nel coordinamento creativo delle soluzioni dei sottoproblemi. Supponiamo che il problema dato sia quello di progettare una lampada e supponiamo anche di aver definito che si tratta di una lampada per il soggiorno di una abitazione media.
I sottoproblemi sono:
Che tipo di luce deve dare questa lampada.
Se questa luce dovrà essere graduata da un reostato.
Con che materiale va costruita.
Con quale tecnologia viene lavorato questo materiale per fare la lampada.
Dov'è l'interruttore.
Come si trasporta, con che imballaggio.
Come si tiene nel magazzino.
Ci sono parti già prefabbricate (portalampade, reostato, interruttore ecc.).
Che forma avrà.
Quanto dovrà costare.
Questi sono i sottoproblemi da risolvere in modo creativo.