Paradigma
Il lavoro del CPS Pescara è orientato dal paradigma della cresibilità, che assume come criteri la creatività, la sensibilità e la qualità.
La cresibilità fornisce una chiave di lettura dei sistemi sportivi fondata sulla loro capacità evolutiva e sulla qualità dei processi che sostengono nel tempo.
Cresibilità®️ s.f. - Il termine, coniato nel 2013, indica un paradigma che ridefinisce i criteri di sviluppo delle istituzioni sportive, spostando il focus dalla legittimazione delle strutture esistenti alla loro capacità di innovazione.
La cresibilità assume creatività, sensibilità e qualità come requisiti non negoziabili delle pratiche sportive e organizzative. Un sistema è cresibile quando sostiene competenza diffusa, sperimentazione responsabile e permeabilità critica al contesto; non lo è quando privilegia risultati immediati, riproduzione gerarchica e compressioni legittimate.
La cresibilità opera come criterio di selezione e valutazione delle pratiche, con applicazioni dirette nel settore giovanile e nel tessuto socio-sportivo allargato, e orienta l’azione formativa e di assistenza consulenziale verso la tutela della salute e la sostenibilità del sistema.
La cresibilità assume creatività, sensibilità e qualità come criteri non negoziabili per la valutazione delle pratiche sportive e organizzative.
Non sono valori dichiarativi né obiettivi da perseguire, ma funzioni operative attraverso cui leggere e orientare i sistemi. I tre criteri operano in modo interdipendente: l’indebolimento di uno compromette l’intero sistema.
La cresibilità opera come criterio di selezione e valutazione delle pratiche. Un sistema è cresibile quando:
- sostiene competenza diffusa;
- promuove sperimentazione responsabile;
- mantiene permeabilità critica al contesto;
- accetta il costo dell’innovazione nel medio-lungo periodo.
Un sistema non è cresibile quando:
- privilegia risultati immediati;
- riproduce gerarchie senza interrogarsi sulla loro funzioni;
- legittima compressioni dei processi in nome dell’efficienza;
- confonde stabilità con salute.
La cresibilità non promette soluzioni rapide né adattamenti indolori. Introduce criteri più esigenti.
Il paradigma della cresibilità trova applicazione diretta:
- nel settore giovanile;
- nelle organizzazioni sportive;
- nei contesti educativi e formativi;
- nel tessuto socio-sportivo allargato.
In questi ambiti, la cresibilità orienta l’azione verso la tutela della salute, la sostenibilità dei sistemi e la qualità dell’esperienza sportiva, piuttosto che verso l’ottimizzazione di indicatori isolati.
La cresibilità è un paradigma formalizzato e tutelato, ma non si esaurisce in un marchio.
Opera come criterio di lettura e di valutazione delle pratiche, distinguendo i processi capaci di sostenere sviluppo nel tempo da quelli orientati a risultati immediati.
Adottare questo paradigma implica riconoscere che l’innovazione comporta costi organizzativi, culturali e operativi che non tutti i sistemi sono disposti ad assumere.
Il paradigma della cresibilità non si traduce in protocolli standard né in procedure replicabili. L’applicazione dei suoi criteri avviene attraverso un lavoro situato, orientato alla valutazione dei processi e costruito nel confronto con i contesti specifici.
I criteri che lo fondano – creatività, sensibilità e qualità – sono invece stabili e condivisibili. È su questa base che, nel tempo, alcune modalità operative potranno consolidarsi, senza perdere il legame con le condizioni reali di intervento.
Il metodo non è definito a priori: emerge dall’interazione tra criteri, sistema e soggetti coinvolti e si configura come una logica operativa coerente con il paradigma, non come un insieme di tecniche prescrittive.
Stato della ricerca
La cresibilità non si propone come modello concluso. È un paradigma in sviluppo, sottoposto a verifica attraverso attività di ricerca, osservazione dei contesti e confronto interdisciplinare. La ricerca non ha la funzione di confermare il paradigma, ma di interrogarne i limiti, verificarne l’utilità e mantenerne aperta l’evoluzione.