Selezione a cura di M. Sassi - Guida alla programmazione dell'educazione fisica e sportiva, di Bilbrough, A., La Nuova Italia (1980)
Pagg. 1-3
Presentazione dell'edizione italiana
di Michele Di Donato
La crisi attuale dell'educazione fisica e sportiva scolastica in Italia, è dovuta, come si sa, a diversi fattori.
Se limitiamo l'elenco all'essenziale, ricorderemo la esiguità dei contenuti, l'inadeguatezza dei programmi, la povertà degli impianti, l'impossibilità di una pianificazione, ed infine una fatiscente organizzazione.
In questa circostanza, poi, non è il caso di approfondire il problema della «competenza» dei docenti, che pure è fattore determinante della crisi.
Queste carenze, manifeste a chiunque segua la vicenda della scuola, ci hanno fatto intravedere, quando abbiamo esaminato per la prima volta (1973), il libro che presentiamo, l'utilità di una traduzione italiana.
E, quando abbiamo riletto il testo della traduzione ci siamo ancora più convinti della necessità di una tale pubblicazione in Italia, anche se consapevoli di essere di fronte ad una esperienza particolare, legata al paese in cui si è maturata, l'Inghilterra, ma che può avere benefici riflessi su quella italiana, specie per sbloccare certe ricorrenti
inibizioni al rinnovamento.
In un'epoca come la nostra in cui «programmazione» è parola del giorno, farà bene leggere un libro che per buona parte è incentrato proprio sul problema della programmazione e della organizzazione dell'educazione fisica e sportiva.
Non si meravigli, dunque, il lettore di quest'opera, così diversa dalle tante in circolazione. Siamo certi che molti a lettura conclusa penseranno al classico «uovo di Colombo»; ma siamo anche convinti che i più troveranno stimolo ad approfondire i problemi esposti ed a confrontarli con la situazione italiana per trovare una soluzione valida.
Il contenuto del libro è infatti frutto di una reale esperienza.
Ancora vogliamo ricordare che la materia non è proprio nuova per l'Italia, anzi, nei nostri Istituti superiori di educazione fisica esiste un preciso insegnamento che riguarda specificamente la «organizzazione», ma non come è prospettata dagli autori inglesi, i quali si accosterebbero, ma molto vagamente, ad un mai dimenticato «Regolamento tecnico» di molti anni fa, che fu utile guida nei primi anni del nostro insegnamento e di vita organizzativa. Ma l'opera che presentiamo è comunque altra cosa.
L'aforisma «dove finisce l'organizzazione incomincia l'insegnamento», a suo tempo, fu per noi costume di vita, poi caduto in disuso. Siamo dell'idea che mai potrà essere tanto di attualità come nel momento presente in cui organizzazione ed insegnamento sono diventati evanescenti.
Quest'opera è dottrinaria e tecnica scritta da due specialisti - «organizzatori dell'educazione fisica» - inglesi.
La concreta preparazione e la vasta esperienza degli autori si manifestano ad ogni pagina del libro, nulla vi è di superfluo.
«Questo libro è un'indagine approfondita degli sviluppi che hanno avuto luogo nel campo dell'educazione fisica durante l'ultimo quarto di secolo, e contiene inoltre tutta una serie di suggerimenti pratici per risolvere i molti e stimolanti problemi che hanno accompagnato i rivoluzionari progressi segnati in questo periodo.
Scopo degli autori è fornire un valido aiuto e una guida sicura agli insegnanti, e agli studenti degli Istituti superiori di educazione fisica, con particolare rilievo per quanto riguarda la parte amministrativa ed organizzativa del lavoro.
Il primo capitolo tratta le tendenze e gli sviluppi degli ultimi anni, i principi impliciti nei moderni metodi di insegnamento e i problemi connessi all'espansione della prospettiva e del contenuto del programma scolastico.
Nel secondo capitolo, sono considerati i fattori, umani e materiali, che condizionano la pianificazione di un programma di educazione fisica. Gli autori dimostrano quanto possano essere utili e vantaggiosi gli stadi di sviluppo durante l'applicazione pratica di un programma scolastico di educazione fisica e forniscono tutta una serie di suggerimenti per risolvere i numerosi problemi connessi alla preparazione e alla registrazione degli schemi di lavoro.
Il terzo capitolo affronta una delle tendenze più significative nel programma di educazione fisica delle scuole secondarie [inglesi]: le attività facoltative per gli alunni più grandi.
Il libro sottolinea l'importanza dell'insegnante in tutte le circostanze dell'insegnamento e si chiude con un succinto compendio di tutti i fattori e di tutte quelle qualità personali che rientrano nella formula per la piena riuscita del lavoro da svolgere».
Può essere utile la lettura di questo libro?
Certamente sì, ritorniamo al discorso iniziale. In primo luogo prendiamo atto che certi contenuti filosofici e certi indirizzi metodologici e didattici già da alcuni anni presenti tra noi vanno approfonditi, attuati e diffusi senza altri indugi, così come va già manifestandosi con l'adozione di nuovi programmi della scuola media (1979). In secondo luogo la lettura ci consente di constatare che l'attuale programmazione italiana è assolutamente insufficiente, per non dire ridicola, e che certe aperture, come quella dei Giochi della Gioventù (come programma, s'intende) vanno approfondite, ed incardinate nella programmazione di base dell'educazione fisica e sportiva scolastica. Infine, si intravede la possibilità, nell'ambito della ristrutturazione della scuola, a seguito dei decreti delegati, con la istituzione dei «distretti scolastici», di operare tutta una nuova organizzazione per lo sviluppo e l'incremento dell'educazione fisica e sportiva scolastica, avendo a base una concreta e salda organizzazione razionale degli impianti e delle attrezzature.
Non è poco.
E nell'ambito di tali prospettive che siamo ben lieti di presentare il volume all'attenzione di quanti hanno a cuore il futuro dell'insegnamento dell'educazione fisica e sportiva in Italia.