Selezione a cura di M. Sassi - La mia rivoluzione, di Cruyff, J., Bompiani (2018)
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Alcune circostanze in un club o in un paese possono cam-biare, ma i principi fondamentali restano gli stessi. Prendete l'Olanda, dove la tecnica è sempre stata alla base del calcio. In Olanda non si può giocare diversamente, perché il pubblico non lo accetta, e lo stesso vale per la Catalogna. Un centrocampo con Iniesta e Xavi non è composto da due mastini, ma da due artisti del pallone. Calciatori del genere devono ricevere la palla sui piedi e correre il meno possibile, perché più aumenta la fatica, meno brilla la tecnica.
Non esiste quindi che io, da olandese, arrivi in Inghilterra o in Italia e mi metta a giocare come voglio.
No, gioco come un popolo o un paese richiede. Perché è per il pubblico, che stai giocando. Il pubblico deve andare allo stadio e lo stadio deve essere pieno.
Lo si vede anche al Barcellona, dove da quasi trent'anni regna la stessa idea di calcio. È stata fatta una scelta e la si di-fende. L'allenatore che arriva e non la rispetta corre dei guai, perché al pubblico non sta bene. La differenza tra il Dream Team degli anni novanta e la squadra di Guardiola stava nella velocità di esecuzione. La visione del club prevedeva che la velocità aumentasse. Se c'è la necessità, col tempo si riesce ad accelerare. Se no, non accade.
Nel calcio di alto livello occorre scomporre ogni dettaglio (una delle cose più difficili), analizzare la situazione, capire che si può ottenere un vantaggio non durante l'azione in corso, ma nelle due, tre azioni precedenti, e considerare l'avversario. Chi gioca in una buona squadra ha la tendenza a rilassarsi quando si trova di fronte un avversario meno quotato, il ritmo di gioco cala e i palloni arrivano troppo presto o troppo tardi.
Il problema attuale dell'Olanda è che non sa più lavorare sui dettagli. Il mondo intero parla con ammirazione del nostro modo di giocare, peccato che solo pochi allenatori olandesi sappiano come eseguirlo al meglio. Me ne accorsi già quindici anni fa, quando per occupare il campo si facevano scelte diverse e gli spazi venivano usati in modo diverso. Prima occorre curare le basi e solo in un secondo momento si può lavorare di fino. In Olanda le basi sono state intaccate.
Lo si vede anche nell'applicazione del 4-3-3, uno stile fatto su misura per il calcio olandese, un metodo offensivo che tuttavia molti allenatori non sanno più gestire. Spesso, quindi, si vedono squadre rintanarsi in area e sperare in un contropiede.
Ma chi ha il coraggio di schierare un 4-3-3 come si deve, alla fine viene premiato. A patto che vengano scelti i giocatori giusti.
Può anche accadere che se la circolazione di palla in difesa è troppo lenta, i problemi si vedano in attacco. Perché nel calcio è spesso questione di un metro. Se la palla circola troppo lentamente, l'avversario ha il tempo di avvicinarsi un metro in più. Se invece la palla circola velocemente, può darsi che lui arrivi tardi. Sono questi i dettagli di cui parlo. Nel calcio di alto livello sono infiniti e determinanti per lo stile di gioco.
Poiché non sono molti gli allenatori in grado di tener conto di questi aspetti, l'accento viene posto altrove, sulla potenza invece che sul talento tecnico.