Il seguente articolo: "Inclinazioni pericolose" di Mario Vicentini, è stato pubblicato su SportWeek, La Gazzetta dello Sport, RCS Quotidiani Spa - Anno IV - N. 175 - 6 settembre 2003.
Le due storiche curve sopraelevate di Monza, benché dal 1961 non vengano più utilizzate per la Formula 1, restano uno dei simboli dell’autodromo. E, come l’intero impianto, sono al centro di discussioni infinite sul loro futuro. C’è addirittura chi vorrebbe spianare tutto, ripristinando il Parco e cancellando uno dei circuiti più famosi del mondo, inaugurato nel lontano 1922.
In quell’anno, che cambiò anche la storia d’Italia con la marcia su Roma, il bresciano Arturo Mercanti fece costruire la pista in appena 110 giorni. L’obiettivo era ospitare la seconda edizione del Gran Premio d’Italia dopo che la prima s’era disputata sul veloce, ma non attrezzato, circuito di Montichiari. La novità fu vissuta come uno scippo dai bresciani che, cinque anni più tardi, si riaffacciarono sulla scena con la Mille Miglia. Da allora, a parte l’edizione del 1980 corsa a Imola, Monza è la sede del Gran premio tricolore.
Oggi, quando si parla di sopraelevate, si pensa alle curve in cemento visibili dalla pista. In realtà, già nel progetto del ’22 erano previste, quasi negli stessi punti di oggi, due curve rialzate, poggiate su un semplice terrapieno, più che sufficiente per le potenze e le velocità dell’epoca. E, già allora, si dovette lottare contro il ministero della Pubblica Istruzione che intimò di sospendere i lavori per «ragioni di valore artistico, monumentale e di conservazione del paesaggio». Ma l’Italia era già quella di oggi: passarono un paio di mesi, necessari per apportare modifiche ai progetti e, soprattutto, per esercitare pressioni su Roma. Poi, i lavori ripresero.
In foto: 5 € 100° Anniversario Autodromo di Monza
Specifiche
Nazionalità: Italia
Anno di emissione: 2022
Valore nominale: 5 €
Metallo: Argento 925%
Peso in grammi: 18
Diametro in mm: 32
Finitura: Fior di conio
Tiratura: 8.000 esemplari
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