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Sabato 6 aprile 2002 sono stata all’Auditorium del Rettorato dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti ad assistere al Convegno Regionale “Sport e Istituzioni”.

Da un lato ero curiosa, dall’altro desideravo conoscere la realtà di cui mi avrebbero dovuto parlare. Ho sentito accennare a una sequela prevedibile di problematiche e ho avuto modo di apprezzare la partecipazione onesta e coerente dei relatori. Comunque, ascoltando i diversi interventi, ho colto alcuni particolari che stendo a condividere.
Si è discusso di prevenzione, di tutela sanitaria e di formazione, molti hanno replicato il dovere di istituire una cultura sportiva e nessuno ha dimenticato di accennare alla convenienza nel promuovere uno sport per tutti.
I diversi ruoli degli “addetti ai lavori” presenti per l’occasione, hanno deciso le priorità che via via sono state date. Il prof. Vecchiet ha giustamente sottolineato l’utilità e l’importanza delle visite di idoneità in caso di attività agonistica, predicando il bisogno di affermare l’essenza della prevenzione nell’ambito della medicina sportiva.
Io credo che, anticipando l’insorgenza di eventuali patologie e volendo promuovere un incremento della salute dell’individuo-atleta di cui si è parlato, non si possa trascurare anche l’aspetto meno fisiologico.
Uno screening delle abilità psichiche, in una fase evolutiva precoce, potrebbe garantire i presupposti giusti per una crescita sana ed equilibrata dell’individuo prima ancora che dell’atleta.

 L'appendice integrale (estratta dalla Tesi del Master di Psicologia dello Sport, Scuola Superiore di Psicologia dello Sport, Istituto di Scienza dello Sport, Roma, a.a. 2000-01) è scaricabile gratuitamente cliccando qui.

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