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Mattino, ore 8.30: in tanti ci rechiamo sul posto di lavoro o a scuola con un mezzo di trasporto (pubblico o privato). Poi, dovendo rimanere in ufficio o in classe, rischiamo di stare seduti per troppo tempo e quando rientriamo in casa siamo convinti (erroneamente!) di rilassarci su una sedia o, ancora meglio, una poltrona.

Le attività comuni a tutti, al di là dell’età, stanno diventando il PC, la TV, i videogiochi, i pranzi, le cene e gli spuntini. Sembra quasi che sia più facile tendere a un comportamento sedentario piuttosto che farsi coinvolgere da un’attività utile come l’esercizio fisico o lo sport. Può apparire un’esagerazione, ma è un dato di fatto che il tempo rivolto al movimento del nostro corpo e della nostra mente, va ormai ritagliato in un ambiente, come quello cittadino, che contrariamente alle buone pratiche è strutturato per incoraggiare tutte le attività che sostengono uno stile di vita sedentario.
Le contromisure più efficaci per contenere una tendenza così dannosa risiedono nella possibilità di scoprire che cosa ci piace fare, quali sono i veri motivi che ci spingono ad una pratica fisica o sportiva, quello che ci può coinvolgere o appassionare e quello che ci può permettere di assumere i connotati veri di una persona fisicamente educata.
Purtroppo, bisogna ammettere che focalizzare tutti questi aspetti è un processo complesso visto che la motivazione è una dimensione psicologica multiforme che varia anche in base alla personalità di ciascuno.

🔵  L'articolo integrale (pubblicato su AbsoluteSport Magazine, edito da Nautilus, Anno 2 - Numero 1 - Febbraio 2010) è scaricabile gratuitamente cliccando 👉 qui.

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