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La gran parte degli addetti allo sport riconosce, finalmente, l’importanza e l’esigenza di districarsi tra gli aspetti strutturali, funzionali e psico-fisiologici degli atleti per comprenderne e tutelarne la prestazione sportiva.
Volendo preavvisare le situazioni di non idoneità, disadattamento e demotivazione ci si dovrà, quindi, avvalere di una valutazione integrale dello sportivo, non solo fisiologica, tecnica e atletica, ma anche psicodiagnostica.
In realtà, dal momento che alla presentazione del Giro d’Italia 2008 è stato opportuno sancire l’obbligatorietà di un documento come il Passaporto Biologico (Passione Ciclismo, Anno II - N. 1 Gennaio 2008), trovo assolutamente plausibile la proposta simultanea di un documento che riporti anche una serie di analisi psicodiagnostiche.
In altre parole, se sarà possibile fermare coloro che si discosteranno dal range di variabilità fisiologica individuale, si dovrà ammettere l’utilità di una congrua valutazione sul piano mentale così da avvalorare la “fotografia” fisico-metabolica dell’atleta.

🔵  L'articolo integrale (pubblicato su Passione Ciclismo - Febbraio 2008) è scaricabile gratuitamente cliccando 👉 qui.