progettazioneQuesta mattina ho sentito Roberto Mancini replicare a Roberto Speranza.

Lo sport da una parte, la salute dall’altra. Di primo acchito la cosa mi è sembrata strana, ma anche riflettendoci su, credo che non serva focalizzarci sulla priorità dei diritti da riscattare. Quello alla salute potrebbe essere più che sufficiente.

I fatti stanno dimostrando che la qualità del pensiero sportivo, in Italia, non consente di far funzionare le cose in favore del benessere delle persone. Scuola, lavoro, vita privata e sociale comprendono lo sport nelle sue molteplici declinazioni e dovrebbero essere parte di una strategia sostenibile, adatta alle difficoltà reali e attenta alle opportunità presenti e future.
Non credo sia mai esistita una squadra che abbia giocato bene un campionato senza uno scopo unanime e non sarà certo un cliché ad affermare la forza intrinseca dello sport.