AtriCUP fotoSe dovessi raccontare di sport, del lavoro che faccio e, in parte, anche di me, la metterei all'incirca così.
Ho sempre tradito una certa passione per lo sport, soprattutto per quello che da una parte si impara e dall’altra si insegna.
Il mio bagaglio di esperienza, quando non festeggiavo l’onomastico giocando a calcetto, tra amici e amiche, nella pineta della mia città, ha preso forma tra le palestre scolastiche, il cloro delle piscine e le società dei centri sportivi.
Da psicologa, preparata a tradurre la mia passione nei fatti, raccolgo informazioni per predisporre esperienze affinché lo sport trovi il suo migliore canale di espressione.
Credo che il primo passo per contribuire a un mondo che, ogni giorno, stravolge i propri riferimenti sia quello di rintracciarli, recuperarli e collegarli tra loro, facendo leva sulle persone, i valori necessari e i sentimenti che celano verità e bellezza.
Il problema è che per partire servono degli aiuti, degli ausili e degli alleati, persone capaci di ripartire da zero. Il bisogno è sempre lo stesso, quello di progettare nel presente e preparare il futuro con il coraggio di vedere quello che ancora sfugge a uno sguardo distratto.

Esprimere una migliore qualità dello sport e della vita, per costruire una storia contemporanea al passo con i tempi. Questo è quello che conta. Mostrare alle persone il senso di una prospettiva nella quale riassaporare il gusto della sfida e della fiducia reciproca.
Ricordo la frase di un disfattista doc che diceva: “Come al solito, farai del tuo meglio, alla fine ti daranno il benservito e ti ritroverai punto e a capo”. È davvero così? Se lo fosse, perché provarci ancora? Perché se a volte ti accorgi che il mondo dello sport gira al contrario, arriva puntuale il momento in cui i tuoi occhi si accendono, ammirando chi realizza favolose iniziative come l'Atri Cup in provincia di Teramo.
Delle brutte scoperte non serve trattare, sono parte del passato e ci rendono responsabili di una trasformazione a cui tendiamo. Bisogna dare risalto alla volontà di fare del proprio meglio e creare spazio per chi vuole la salvezza delle squadre forti e gentili come l’Abruzzo. Il resto è successo.