La trama lucenteSelezione a cura di M. Sassi - La trama lucente, di Testa, A., Rizzoli (2010)

Pagg. 154-5-6

Anche se negli ultimi anni sono stati fatti progressi importanti, resta del tutto misteriosa la maniera in cui segnali scambiati tra neuroni diventano le idee che si formano nella nostra mente.
Non è un mistero da poco.
Nell'organismo umano si trovano circa duecento tipi di cellule.
I neuroni, le cellule fondamentali del cervello, sono fra le più specializzate. Hanno misure ( da 4 a 100 micron), forme e connessioni diverse in base alla funzione. Ricevono, codificano, elaborano, trasmettono segnali elettrochimici, cioè impulsi nervosi. Sono diffusi in tutto il sistema nervoso, dal cervello al midollo spinale ai nervi periferici, e disposti in una rete neurale intricatissima, la cui struttura - lo dice il ricercatore Piero Scaruffi - «e le cui funzioni sono ancora largamente incognite, anche perché, ovviamente, tutto ciò che sappiamo lo sappiamo dallo studio delle anomalie cerebrali, non dallo studio di un cervello sano e vivo, che funziona correttamente: i neurologi possono esaminare soltanto i cervelli malati (o quelli morti). Per assurdo, conosciamo meglio le anomali del cervello che non le sue regolarità».
Il cervello umano, ricorda il neuroscienziato Walter Freeman, è «l'organo che nell'ultimo mezzo milione di anni si è sviluppato più velocemente di quanto abbia mai fatto qualsiasi altro organo di qualsiasi altra specie in tutta la storia della Terra».
È grande tre volte il cervello dei primati. E nel corso dell'evoluzione non solo cresce per dimensioni, ma cambia forma e struttura. La parte più primitiva è il tronco cerebrale, che circonda l'estremità superiore del midollo spinale. Non è un cervello che sa pensare o imparare ma fa un lavoro importante: regola il funzionamento dell'intero organismo e assicura che sia reattivo agli stimoli ambientali. Lo condividiamo con i rettili.

Dietro, appoggiato alla nuca, c'è il cervelletto che controlla l'equilibrio e la coordinazione dei movimenti. I nuclei della base conservano la memoria degli schemi motori.
I centri delle emozioni e della memoria, evoluti a partire dal lobo olfattivo, si trovano nel sistema limbico, che ha la forma di una fascia arrotolata ed è cresciuto, nei primi mammiferi, attorno al tronco cerebrale. La connessione così antica tra odori ed emozioni ha un motivo: come ricorda lo psicologo Daniel Goleman, «ogni essere vivente - sia esso commestibile o velenoso, un partner sessuale, un predatore o una preda - ha una marcatura molecolare distintiva che può essere trasportata dal vento». Avere un organo che permette di capire a naso e subito se chi sta di fronte è amico o nemico, e di reagire in modo adatto attivando le risorse necessarie per avvicinarsi, scappare o aggredire, è fondamentale in termini di sopravvivenza.
La parte più recente è la corteccia, che governa funzioni superiori del cervello ed è fatta di sei strati interconnessi.
«Questo mantello pieno di solchi,» dice il neurobiologo americano Gerald Edelman «che ricopre la calotta e i lati del cervello, una volta dispiegato avrebbe le dimensioni di una grande tovaglia e all'incirca il medesimo spessore [...]. Pare che nella corteccia ci siano circa 10 miliardi di neuroni» che portano «circa un milione di miliardi di connessioni».
Come spiega il neurochirurgo Carlo Cavallotti, la corteccia cerebrale svolge molte funzioni complesse. Per il 14 per cento è costituita da aree motrici e aree sensitive, connesse con le altre parti del sistema nervoso e con gli organi del corpo. Il restante 86 per cento è l'area associativa, che governa i processi psichici superiori: attenzione, decisione, ideazione, creatività ... ed è la sede dell'intelligenza. Nel ratto l'area associativa è l'11 per cento del totale, nel coniglio il 22, nel gatto il 30, nella scimmia il 64.
Il cervello è sì collegato col mondo esterno, ma soprattutto con se stesso: «Ha una sua vita nascosta, privata, un insieme di attività e funzioni di cui non siamo consapevoli», scrive il neuroscienziato Alberto Oliverio. «Dalla nascita di idee creative alle decisioni, la mente oscilla tra conscio e inconscio, tra trasparenza e oscurità ... in realtà, quest'organo che, pur avendo il 2 per cento della massa corporea consuma il 20 per cento delle calorie che introduciamo giornalmente con l'alimentazione, dissipa la stessa quantità di energia che sia attivo oppure inattivo». Di fatto - ce lo dice la PET - il cervello non riposa mai. Alcune aree centrali, disposte lungo la linea che separa i due emisferi, sembrano essere più attive proprio quando il cervello non svolge compiti cognitivi: rielaborano esperienza, catalogano e ricuciono memorie stabilizzando le sinapsi. Questo succede quando sogniamo, ma anche nei momenti di fantasticheria.
Il punto centrale è che non siamo consapevoli di gran parte di quanto avviene nella nostra mente e che anche la ristrutturazione dei vari frammenti di cui è costituita la coscienza avviene nostro malgrado, al di fuori della consapevolezza.


👉 ANNAMARIA TESTA si occupa di creativià e di comunicazione per le imprese. Scrive per mestiere e, spesso, anche per passione. Insegna all'Università Bocconi. Ha pubblicato La parola immaginata (Pratiche, 1998 - Il Saggiatore, 2009), Leggere e amare (Feltrinelli, 1993), Le vie del senso (Carocci, 2004), La creatività a più voci (Laterza, 2005), La pubblicità (il Mulino, 2007), Farsi capire (Rizzoli, 2000 - BUR, 2010), Minuti scritti (Etas, 2013). Dal 2008 ha messo online il sito www.nuovoeutile.it dedicato alla diffusione di teorie e pratiche della creatività.

fonte: Rizzoli