L'educazione psicomotoria e le attività fisicheSelezione a cura di M. Sassi - L'educazione psicomotoria e le attività fisiche, di Loudes, J., Armando Armando Editore (1980)

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Rilassamento

Il termine «rilassamento» è entrato, da un certo tempo, nel linguaggio corrente e perfino commerciale. È una pratica attualmente molto in voga, divenuta necessità per la sopravvivenza di alcune persone che si sentono vivere in un mondo così dinamico e talvolta angosciante.

A | Cos'è il rilassamento?

All'origine questo termine, poco usato fino a qualche anno fa, era sinonimo di rilasciamento muscolare, cioè diminuzione di tensione.
Oggi ha preso un significato molto più vasto poiché implica nello stesso tempo una distensione mentale.

B | Perché il rilassamento?

Secondo il dottor Durand de Bousingen, dal punto di vista genetico, il tono ha una grandissima importanza nello sviluppo della personalità del bambino. Il bambino struttura la sua personalità, il suo comportamento, la sua disponibilità principalmente in funzione delle pressioni che l'ambiente familiare esercita su di lui. Nei riguardi dell'adulto, quando non può realizzare certi impulsi o desideri, manifesta una costante ipertonia, che è una difesa contro la propria aggressività non esteriorizzata.
Si cerca allora, attraverso la pratica del rilassamento, di ottenere l'attenuazione, quasi la sparizione, delle reazioni di ipertonia muscolare, che ottiene un effetto di distensione sul piano psichico.

Più semplicemente:

 

a. Il rilassamento, porta ad una distensione muscolare e mentale benefica:
- psicologicamente, dà la possibilità di sopportare il lavoro, d'affrontare i guai o le difficoltà con un minimo di serenità;
- fisicamente, permette una migliore distribuzione del lavoro muscolare con una importante economia di mezzi. Il professor De Ajuriaguerra scrive: «il rilassamento permette al bambino, attraverso la diminuzione della tensione muscolare, di sentirsi più a suo agio nel proprio corpo e, per conseguenza, nell'insieme del suo comportamento tonico-emozionale. Noi non cerchiamo di sopprimere il sostegno tonico necessario al momento dell'azione, bensì l'ipertonia muscolare spossante che costituisce la base dello stato di tensione e che ricade sul comportamento».

b. Lo stato di rilassamento produce delle modifiche misurabili sul piano delle funzioni vegetative: la temperatura scende, aumenta il calore della pelle, possono essere modificati anche il ritmo cardiaco e respiratorio.

c. Infine diremo con il dottor Le Boulch che il rilassamento è per noi un mezzo per arrivare ad una buona educazione posturale, per facilitare la percezione del proprio corpo ed il controllo della respirazione, e tutto questo sarà ottenuto per mezzo di uno sforzo di attenzione interiorizzato.
Come, partendo dal rilassamento, si potrà arrivare all'educazione posturale?
Questa teoria sembra sconvolgere tutti i principi stabiliti fino ad oggi nell'educazione posturale da parte della scuola svedese, all'origine del portamento. In effetti è una concezione del tutto opposta.
Il fine del rilassamento nell'educazione posturale è di portare delle modifiche del tono, cioè uniformare il tono al fine di sopprimere le contrazioni muscolari parassite e per di più cercar di far giocare liberamente i riflessi posturali.
L'integrità della mobilità vertebrale, così importante, ci sarà data quindi attraverso il rilassamento che permette di conservare quest'agilità vertebrale. In più si aggiungerà una presa di coscienza della verticalità e la simmetria dell'asse corporeo.

C | Le tecniche

Le teorie di base del rilassamento si presentano come le teorie psicosomatiche. Mirano all'unità dell'essere.
Le metodiche del rilassamento si appoggiano essenzialmente sulla nozione di tensione collegata al tono. Sono tecniche che si indirizzano al settore tensionale e tonico della personalità e che utilizzano vari mezzi.
Questi metodi sono attualmente molto numerosi, ma due sono le grandi correnti scientifiche che sembrano aver portato i maggiori contributi ai differenti metodi applicati nel campo medico:

- Le metodiche globali di origine psicoterapica che prendono origine dall'ipnosi (Schultz).
- Le metodiche analitiche con una origine fisiologica (Jacobson).

Tutti gli altri metodi derivano da questi primi due e non ne differiscono che per modifiche tecniche o per il modo differente di considerare l'interazione e la sua utilizzazione nel corso dell'iniziazione.

METODI GLOBALI - Considerano il processo di rilassamento da un punto di vista sintetico e globale mettendo in primo piano l'aspetto concentrativo e mentale. Utilizzano essenzialmente tecniche di auto-ipnosi.
La decontrazione muscolare non è che un mezzo, un punto di partenza mirante a ottenere un rilassamento psicologico, una distensione mentale. Passa per via organica per giungere a una azione psichica; ci troviamo qui di fronte ad un'azione psicoterapica.

METODI ANALITICI. - Il rilassamento della muscolatura è ottenuto non attraverso le tecniche di concentrazione mentale, ma attraverso una educazione della sensazione muscolare, attraverso una presa di coscienza delle modalità di funzionamento del muscolo nella coppia tensione-rilassamento, fino ad arrivare al controllo dell'inibizione tonica volontaria; ben inteso la fase di contrazione non è che una fase preparatoria, destinata a dar valore e rilievo alla fase successiva del rilassamento. Il soggetto che lavora secondo lo spirito di Jacobson fa un lavoro apparentemente concreto: si muove, si contrae, si stira, concentra il pensiero sul proprio corpo in movimento al fine di constatare cosa succede dentro di lui durante e dopo questa fase dinamica.


👉 JEAN LOUDES, fondatore con altri colleghi della S.F.E.R.P.M. (Società francese Educatori Rieducatori della Psico-Motricità), ha tentato un superamento dei metodi tradizionali più diffusi per l'insegnamento dell'Educazione Fisica. Si è inoltre dedicato per moltissimi anni, e tuttora rivolge la sua opera, alla preparazione degli educatori per l'infanzia disadattata, in Francia e in Spagna. Insegna attualmente presso l'Univeristà di Nantes e presso la Scuola Superiore per Logopedisti; per la sua competenza di studioso come di docente viene chiamato come esperto e direttore di numerosi stages: per l'Italia, particolarmente in Italia settentrionale e in Sicilia.

fonte: Armando Editore