Il management della salute nel territorioSelezione a cura di M. Sassi - Il management della salute nel territorio, a cura di Barsanti, S. e Rosa, A., Edizioni ETS (2018)

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Gli ambiti di misurazione e gli indicatori sanitari
Al fine di riuscire a misurare i risultati in maniera multidimensionale dei percorsi e servizi legati all'attività distrettuale, il sistema di valutazione considera diverse prospettive e dimensioni di analisi. In particolare, in termini di prospettive, si considerano i principali ambiti di valutazione secondo cui sono misurati i servizi pubblici:
- Qualità, che è utile concettualmente distinguere in tre dimensioni principali: 1. qualità manageriale gestionale (rivolta essenzialmente all'efficienza - contenimento dei costi e all'aumento della produttività, intesa come rapporto tra volume di prestazioni e costi - e all'integrazione tra i processi aziendali); 2. relazionale ovvero la qualità così come percepita degli utenti; 3. professionale ovvero la correttezza delle diagnosi e della terapia, della riabilitazione e degli interventi preventivi.
- Appropriatezza: è la misura della capacità di fornire, al livello di assistenza più idoneo, un intervento efficace per uno specifico soggetto, nel rispetto delle sue preferenze individuali e dei suoi valori culturali e sociali. È utile distinguere tra appropriatezza clinica, intesa come la capacità di fornire l'intervento più efficace, date le caratteristiche e le aspettative di un determinato paziente, e appropriatezza organizzativa, intesa come capacità di scegliere il livello assistenziale e la tempistica più idonei alla erogazione delle cure.
- Efficacia: nei processi aziendali e di mercato, per efficacia si intende la capacità di soddisfare il cliente; trasposto in termini medici, e quindi trasferito il concetto nell'ambito della sanità, per efficacia si intende più che altro la buona riuscita della prestazione medica e conseguentemente la piena soddisfazione e benessere del paziente.


- Efficienza: in termini aziendali ed economici, per efficienza si intende la capacità di raggiungere gli obiettivi preposti, rispettando dei vincoli economici e di budget e riducendo quindi al minimo sprechi, consumi e costi potenzialmente evitabili.
- Equità: l'equità in salute può essere definita secondo Margaret Whitehead (1992) come l'assenza di iniquità che possono essere considerate ingiuste ed eliminabili (unfair, unjust and avoidable). Il perseguimento dell'equità si pone in due momenti distinti: il primo è quello relativo al finanziamento dei servizi sanitari, il secondo, invece, si riferisce all'erogazione degli stessi, intesa in termini di accesso, effettiva utilizzazione e qualità. Il concetto di equità si distingue in equità verticale, ovvero trattamenti ed interventi diversi per bisogni diversi, e orizzontale, ovvero trattamenti ed interventi simili per bisogni simili.

[...] Gli elementi più comunemente menzionati di un sistema sanitario buono fanno riferimento all'adattamento di Donabedian (2005) del processo di input-process-output dell'industria manifatturiera. Secondo tale definizione gli indicatori sanitari si suddividono in:
1. indicatori di struttura - che misurano la disponibilità di risorse umane, finanziarie e tecniche (investimenti), ad esempio verificano: 1. come sono allocate in termini di tempo, luogo, capacità di rispondere ai bisogni della popolazione (accesso); 2. imparzialità nella suddivisione dei costi e dei benefici (equità). Ne sono un esempio classico il numero di posti letto o il numero di TAC disponibili per abitante.
2. indicatori di processo - che misurano le risorse come sono distribuite in termini di: 1. uso del tempo e delle risorse (efficienza): 2. riduzione dei rischi (qualità e sicurezza); 3. pratica basata sulle prove di efficacia (appropriatezza, efficacia); 4 assistenza focalizzata sul paziente (qualità). Ne sono un esempio il tasso di occupazione dei posti letto, la percentuale di fratture di femore operate entro 48 ore, la percentuale di parti cesarei.
3. indicatori di esito - che verificano se i risultati sono raggiunti, ovvero la performance in termini di: 1. salute della popolazione (qualità); 2. esito clinico (qualità e efficacia); 3. soddisfazione delle aspettative del pubblico e della forza lavoro (soddisfazione); 4. valore economico (efficienza). Ne sono un esempio la speranza di vita alla nascita, la mortalità infantile, la mortalità a 30 giorni per determinate procedure, il tasso di ri-ammissione ospedaliera a 30 giorni per la medesima patologia, ma anche, dal punto di vista dell'utente, la propensione a consigliare un servizio da cui si è ricevuto assistenza.

[...] La difficoltà di rilevare in maniera armonica e centrale i dati, la presenza di centri di responsabilità diversi e distribuiti sul territorio e la multiprofessionalità del percorso costituiscono possibili barriere allo sviluppo di indicatori e strumenti atti a misurare la qualità, l'efficienza e l'appropriatezza dell'assistenza distrettuale. Gli stessi professionisti coinvolti mostrano spesso una bassa propensione alla misurazione e alla confrontabilità. (Barsanti et al, 2016).


👉 SARA BARSANTI, Ricercatore in Economia e Gestione delle Imprese presso il Laboratorio Management e Sanità, Istituto di Management, Scuola Sant'Anna di Pisa

👉 ANTONELLA ROSA, Tecnologo presso il Laboratorio Management e Sanità, Istituto di Management, Scuola Sant'Anna di Pisa

fonte: Edizioni ETS