Lo Zen e il tiro con l'arcoSelezione a cura di M. Sassi - Nuoto libero, di Otsuka, J., Bollati Boringhieri (2022)

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Dopo Capodanno e altre importanti festività durante le quali si sono trangugiate allarmanti quantità di cibo, si può osservare un'improvvisa affluenza di nuovi arrivati che vogliono a tutti i costi eliminare i chili di troppo. Nuotatori compulsivi, li chiamiamo. Si tuffano senza fare la doccia. Si dimenticano di mettere la cuffia. Passano sotto i divisori e guizzano come insetti da una corsia all'altra. Sono scortesi con Alice. «Si tolga di mezzo, signora». Non badano alle nostre regole. Se gli date un colpetto sul tallone si girano subito, offesi. «Ehi, non mi tocchi». Il più delle volte si credono veloci. Ma dopo l'iniziale sfoggio di boriosa velocità può capitare che si blocchino di colpo, a metà vasca, e rimangano appesi ai divisori, ansimando senza fiato, fermando il traffico alle loro spalle. «Mi riposo un attimo» dicono. Cerca di non arrabbiarti con loro. Sospendi il giudizio, se puoi. Perché costoro sono temporanei profanatori delle nostre acque, intrusi smidollati che non resteranno con noi a lungo. Dopo un paio di settimane perderanno ogni interesse, e le corsie torneranno al loro stato normale, meno affollato.
Che la piscina sia nostra e solo nostra è un'illusione naturalmente, Sappiamo che ci sono altri utenti che si sentono legati con pari intensità alle nostre acque. Quelli che si allenano per il triathlon, ad esempio, che nuotano la domenica pomeriggio dalle quattro e mezza alle sei. O il club dei sommozzatori dilettanti (martedì e giovedì da mezzogiorno all'una). O la Scuola di Nuoto dei Girini per i minori di cinque anni (sabato dall'una alle due). E se un giorno ti dimentichi che è cambiata l'ora e vieni giù, diciamo, alle sette invece che alle otto, ti imbatterai nella squadra di nuoto master che si esercita di primo mattino sotto lo sguardo esigente del rinomato allenatore Vlad. Tirare! Tirare! Tirare! E per un istante potrai chiederti, guardandoli filare come siluri avanti e indietro per le corsie, con bracciate perfette e mirabile tempismo, mentre il più lento dei loro lenti farebbe impallidire il più veloce dei nostri (eccetto l'ex Olimpionica), cosa hai fatto in tutti questi anni. «Avrei giurato che stavo nuotando». Forse sono loro i veri nuotatori, e noi siamo solo i loro pallidi facsimili.

Ma subito, subito ti togli questo pensiero dalla testa mentre ti chiudi alle spalle la pesante porta di metallo - Errore! - e ti allontani in silenzio. E quando ritorni un'ora dopo per la tua solita nuotata delle otto, è come se non ci fosseo mai stati. Le tavolette formano due pile ordinate per colore a ridosso della parete. Le corsie sono vuote. Il bagnino sta salendo sulla sua sedia in questo momento. Ti togli le infradito e ti butti nell'acqua azzurra, immobile. Prima!


👉 JULIE OTSUKA, nata e cresciuta in California, ha pubblicato con Bollati Boringhieri Venivamo tutte per mare (2012 e 2022), finalista al National Book Award 2011 e vincitore del PEN/Faulkner Award for Fiction e del Prix Femina Étranger 2012, e Quando l’imperatore era un Dio (2013 e 2014), vincitore dell’Asian American Literary Award 2003 e dell’American Library Association’s Alex Award. Vive a New York.

fonte: Bollati Boringhieri