Il punto di vistaSelezione a cura di M. Sassi - Il punto di vista, di Sassi, M., CreateSpace Independent Publishing Platform (2022)

Introduzione - Pagg. 5-6

L’idea di scrivere un Punto di vista al mese si è consolidata nel 2017, anche se inizialmente non c’era alcuna pretesa di essere puntuale. Nel 2018, però, è diventato un impegno con me stessa e con l’andare degli anni anche con chi si aspettava un’idea su cui riflettere.
Ad un certo punto, pensando di farne una raccolta, ho atteso che lo stato di emergenza legato alla pandemia da COVID-19 finisse e ho iniziato a revisionare quanto avevo scritto nello stesso periodo.
Anzitutto ho eliminato le immagini, che si trovano pubblicate sul sito (cpspescara.it) insieme agli altri Punti di vista. Avrei voluto riportare anche quelle, perché alcune sono fortemente significative, ma alla fine ho preferito rendere la raccolta più “asciutta” possibile e le ho sostituite con delle parole chiave.
Nel rileggere i Punti di vista compresi nel periodo in questione (ventisei) ho temuto che alcuni risultassero ripetitivi perché volevo evitare di tornare più volte sullo stesso argomento. Per un attimo ho pensato di fondere alcuni temi, ma certe problematiche sono così radicate nell’ambiente sportivo che ribadire le soluzioni è quasi una necessità. Solo per fare un esempio, se a tutti i livelli vincere o perdere è una questione di vita o di morte, per un professionista del settore è un dovere preservare la salute e il benessere degli atleti, in ogni singola circostanza.
Ho apportato una serie di correzioni nello stile salvaguardando i contenuti, ho spostato a piè di pagina le argomentazioni che avevo messo per inciso e ho tagliato ogni parte di cui si poteva fare a meno, evitando di aggiungere ulteriori approfondimenti dettati dal senno di poi.


Ammetto che scrivere mensilmente un Punto di vista, soprattutto in piena pandemia di Covid-19, è stato per me un esercizio essenziale: esprimere in maniera concisa e cadenzata un’opinione è stato molto utile anche per tenermi allenata. Parallelamente, infatti, ho portato a compimento anche la stesura de La regola del libero, il romanzo che è uscito lo scorso gennaio. Chissà se ce l’avrei fatta ugualmente senza l’impegno della rubrica!
Alcuni Punti di vista si riferiscono a notizie di attualità, altri ad esperienze di lavoro personali e molti - quelli a cui tengo maggiormente - ai nuovi modelli che dovrebbero innovare il sistema sportivo, anche e soprattutto attraverso l’apporto della psicologia in quanto professione sanitaria. Nella stesura ho cercato di tenere ben presente che non serve a nulla essere compiacenti e assecondare i contenuti che caratterizzano il settore in cui lavoro - quello della psicologia dello sport -. Illudere le persone che la mente è tutto e non ci sono limiti è deontologicamente discutibile. È solo l’ennesimo inganno, architettato per travolgere chi nutre aspettative malriposte. Ho preferito, invece, evidenziare le realtà che indagano e investono sul valore della creatività, sottolineandone i risvolti scientifici e applicativi. Non ho scritto la mia sugli ori di Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi alle Olimpiadi di Tokyo, della vittoria dell’Italia agli Europei di Calcio 2020 e neanche della Nazionale italiana femminile agli Europei di Pallavolo 2021. Ma quando si è profilata la XXXIII Olimpiade a Parigi, nel prossimo 2024, allora mi è parso adeguato specificare che per guidare gli atleti verso una migliore prestazione, ogni innovazione rivolta a tutelarne la salute e il benessere meriterebbe un riconoscimento e una sua definizione.
Si noterà che, spesso, i Punti di vista nascono da una reazione di disappunto o delusione ed è più frequente che trattino di cose che non funzionano come converrebbe che funzionassero. Qualcuno potrà pensare che il mondo dello sport non è così diverso dai sistemi che gli girano attorno e che, magari, non conosco abbastanza bene. Ringrazio fin da ora quanti mi sosterranno nel compararlo con altri ambienti, perché quello che ne verrà fuori sarà qualcosa di nuovo e di diverso.

👉 MARGHERITA SASSI (Pescara, 1976), psicologa in ambito clinico, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale ed esperta in psicologia dello sport. È responsabile del Centro di Psicologia dello Sport di Pescara ed ideatrice del primo neologismo sportivo unificante creatività, sensibilità e qualità: cresibilità®.