AsfaltoSelezione a cura di M. Sassi - Asfalto, di Dovizioso, A., Mondadori (2018)

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Per tanti anni ho avuto paura di non farcela. Non è paura fisica, ma c'è eccome, e ti rode dentro come un tarlo tutti i giorni, più o meno consciamente. Per quello che ne so, ce l'hanno tutti i piloti, anche se sono pochi quelli con il coraggio di ammetterlo. L'ansia da prestazione, i momenti complessi di una gara, fino alla mia perversione massima, quella che ho persino vergogna a riconoscere: arrivare al punto di una gara in cui avrei preferito cadere piuttosto che andare avanti e fare un pessimo risultato.
Sei in crisi, ti urlano le vesciche sulle mani, ti esplodono le braccia, ti bruciano i piedi sulle pedane, ti manca il fiato, senti che non ce la fai più, che qualcuno ti sta andando via e non lo riprenderai mai, i primi sono a una clessidra di distanza, sai benissimo che non arriverai dove volevi, la corsa è andata, lo stomaco si stringe, la delusione ti mangia, e ti stai sui maroni, te, la moto, le corse, questa merda di vita da globetrotter che, senza vittorie, ti pare sempre più quella del criceto sulla ruota ... Che poi la ruota del criceto sarà hard o soft, da asciutto o da bagnato? Sei nel pallone, sei frustrato, sei sicuro che sei finito. E allora, di botto, pensi: cazzo, sarebbe meglio se cadessi.
È una roba orribile, tanto orribile che te la ripeti perché forse non hai capito bene; in gara c'è rumore, ci può stare.
Sarebbe meglio se cadessi.
Hai capito bene, invece, E tutto è molto semplice, nel suo orrore: hai una paura e un orgoglio talmente grandi che piuttosto che prendere paga ti butteresti per terra.
Forse allora mi sbaglio. La paura peggiore non dev'essere quella di cadere, se sarei davvero disposto a sdraiarmi e farmi male piuttosto che perdere. Ma questo è ciò che succede quando la realtà inganna il sogno, non riesci ad afferrare quello che cerchi e il cervello va fuori giri, perde lucidità, va a rimorchio delle situazioni anziché dominarle.

Perché è chiaro che razionalmente tutto questo non ha senso: com'è possibile che un pilota preferisca cadere piuttosto che stare in piedi? Eppure mi è successo.
La paura di non farcela è stata mia compagna per anni.
È orribile. Ti segue anche a casa. Se vivi di corse non puoi non esserne condizionato anche quando sono finite. Qualcuno non dorme, qualcuno non mangia, qualcuno va in depressione profonda. Io non ho mai subìto reazioni estreme, ma ci sono stati momenti in cui, per davvero, la paura mi stava mangiando l'anima.


👉 ANDREA DOVIZIOSO (Forlimpopoli, 1986), è un pilota motociclistico italiano, campione del mondo della classe 125 nel 2004. Il 4 settembre 2022 ha salutato definitivamente la MotoGP.