In movimentoSelezione a cura di M. Sassi - In movimento di O. Sacks, Adelphi Edizioni (2015)

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La vita al Lake Jeff era sana e austera. Al principio degli anni Settanta rinunciai alla moto: avevo cominciato a trovare il traffico di New York troppo pericoloso, e andare in moto non era più un piacere; sull’auto, però, tenevo sempre un portabiti, e nelle lunghe giornate estive pedalavo per ore. Spesso mi fermavo alla vecchia distilleria di sidro vicino all’albergo e acquistavo un paio di bottiglioni da quasi due litri l’uno che poi agganciavo al manubrio. A me piace il sidro, e i due bottiglioni, dai quali attingevo a poco a poco e simmetricamente - un sorso da questo, un sorso da quello -, mi mantenevano idratato e leggermente brillo durante tutta la lunga giornata in bicicletta.
Non lontano dall’albergo c’era una scuderia dove a volte andavo, la mattina del sabato, per passare un paio d’ore in sella a un gigantesco Percheron, con il dorso così largo che mi sembrava di cavalcare un elefante. A quel tempo ero pesante, intorno ai 110 chili, ma quell’animale enorme sembrava non far caso alla mia stazza; erano cavalli come quello, riflettei, che un tempo portavano cavalieri e sovrani con l’armatura completa; si diceva che Enrico VIII, armato di tutto punto, pesasse 225 chili.
La gioia più grande, però, era nuotare nel lago tranquillo, dove a volte capitava un pescatore che ammazzava il tempo disteso nella sua barca a remi, ma mai un’imbarcazione a motore o una moto d’acqua che minacciassero l’ignaro nuotatore. I tempi d’oro del Lake Jeff Hotel appartenevano ormai al passato, e la sua elaborata piattaforma galleggiante, insieme a zattere e gazebo, era completamente abbandonata e in silenzioso disfacimento. Nuotare senza pensare al tempo - senza timori e preoccupazioni - mi rilassava e faceva lavorare il mio cervello. Pensieri e immagini, a volte interi paragrafi, cominciavano a nuotarmi nella mente, e ogni tanto dovevo tornare a riva per riversarli su un blocco per appunti giallo che tenevo sopra un tavolo da picnic vicino all’acqua. A volte il senso d’urgenza era tale che non avevo neanche il tempo di asciugarmi, e mi precipitavo al blocco, tutto bagnato e gocciolante.

 

👉 OLIVER SACKS, (Londra 1933-New York 2015) è stato professore prima di Neurologia e Psichiatria presso il Medical Center della Columbia University e poi di Neurologia presso la School of Medicine della New York University. A partire dal 1986 tutti i suoi libri sono apparsi presso Adelphi; fra i più recenti ricordiamo Allucinazioni (2013) e Diario di Oaxaca (2015).

 

fonte: adelphi