Basket & zen. Sacred HoopsSelezione a cura di M. Sassi - Basket & zen. Sacred Hoops, di P. Jackson e H. Delehanty, edizione italiana a cura di Tullio Lauro e Guido Guida, Libreria dello Sport (1998)

Pagg. 65-7


La pratica della tolleranza

Il basket professionistico può essere un mondo maschio, ma lavorando con i Patroons, scoprii che ero un allenatore migliore quando bilanciavo la parte maschile e quella femminile della mia natura. Non fu una cosa facile per me. Nei primi anni del mio matrimonio mia moglie June, che era stata allevata in una famiglia più aperta della mia, si esasperava quando tenevo un comportamento rigido nei confronti dei nostri figli. Mi mostrò pazientemente come temperare i miei istinti aggressivi e come diventare più amorevole verso me stesso e verso gli altri, specialmente verso i nostri figli. Nel mio caso il fatto di sanare la spaccatura tra tendenza femminile e maschile, fra cuore e mente - come esemplificato da mio padre e mia madre - fu un aspetto essenziale della mia crescita come allenatore e come essere umano.
Sebbene ci siano occasioni che necessitano polso saldo, imparai presto che una delle qualità più importanti per un leader è saper ascoltare senza giudicare o con quella che i buddisti chiamano “nuda attenzione”. Questo suona più facile di come in realtà sia, specialmente quando la posta in gioco è alta e hai disperatamente bisogno di una buona prestazione. Ma i diversi giocatori che allenavano venivano da famiglie con molti problemi e avevano bisogno di tutto il sostegno possibile. Capii che quando riuscivo a essere veramente presente, con consapevolezza aperta e imparziale, riuscivo meglio a capire i problemi dei giocatori, piuttosto di quando cercavo di imporre il mio punto di vista o le mie esigenze.
E, paradossalmente, quando aspettavo con pazienza e mi limitavo ad ascoltare, ottenevo risultati migliori anche sul campo. Nel libro “Tao della leadership” John Heider scrive:

“Il leader saggio è un uomo disposto al servizio: ricettivo, remissivo e in grado di ascoltare: sono le vibrazioni del gruppo quelle che contano. Ben presto la coscienza del singolo ne viene trasformata. Il lavoro del leader è essere consapevole del processo in atto nel gruppo; il singolo ha bisogno di attenzione e comprensione. Se il leader ha la saggezza per aiutare e ascoltare, tutti ottengono ciò di cui hanno bisogno”.

Un allenatore può fare molto per influenzare l’esito di una partita.

Se vuoi controllare tutto quello che accade, la resistenza cresce e la realtà ti sputa in faccia. Durante i playoff del 1991 ebbi un’accesa discussione a bordo campo con Horace Grant a causa della mia insistenza su un certo modo di difendere. Horace era in difficoltà nel marcare Armon Gilliam nella serie contro i Philadelphia 76ers e chiese un aiuto difensivo. Nonostante la strategia che stavo usando non funzionasse, ero irremovibile. Insistetti nel voler che Horace marcasse individualmente e senza aiuti Gilliam. Durante il terzo quarto di gara 3 Gilliam sgomitò Horace e lui si voltò e lo colpì. Gli arbitri diedero fallo a Horace e io, furioso, lo misi in panchina. Fu così che iniziò lo scontro verbale. Improvvisamente Horace, un fervente religioso, bestemmiò contro di me e urlò: “Sono stanco di essere il tuo bambino da sculacciare”. Alla fine, dopo alcuni scoppi d’ira, si calmò, ma la partita era persa. Aggrappandomi a una valutazione sbagliata, mandai fuori di testa Horace e perdemmo anche la partita.
Nella disciplina zen si dice che il divario esistente tra l’accettare le cose come stanno e il volere che siano diverse è “un decimo di centimetro che separa l’inferno dal paradiso”. Se accettiamo qualunque strada stiamo percorrendo - non importa quanto sia spiacevole - alla fine il modo di procedere diventa chiaro. Questo è quello che si intende per “giusta azione”: la capacità di osservare quello che succede e agire di conseguenza senza essere distratto da pensieri egoistici. Se ci arrabbiamo e resistiamo, i nostri collerici pensieri saranno difficili da placare per permetterci di agire nel modo più vantaggioso per noi stessi e per gli altri.

 

👉 PHIL JACKSON, è un dirigente sportivo, allenatore di pallacanestro ed ex cestista statunitense, membro del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame dal 2007 in qualità di allenatore. [continua a leggere]