La necessità di diffondere la Psicologia dello sport costituisce una delle ragioni principali per cui impegnarsi, in qualità di professionisti, nel fornire una base comune che definisca delle procedure standard di applicazione, di ricerca e di insegnamento.

In proposito, di seguito, sono riportate le parole di approfondimento estratte dal testo di Luca Terreni e Laura Occhini, due colleghi che oltre vent'anni fa sottolineavano la questione, senza sapere come e con quale tempistica si sarebbe poi evoluta.

"Per farsi un'idea dell'attuale condizione della psicologia dello sport occorre ricordare i primi passi della letteratura scientifica sull'argomento. Molti educatori fisici espressero, fin dal lontano 1890, le loro opinioni circa gli aspetti psicologici dell'educazione fisica. Nonostante ciò, ben pochi autori meritano la qualifica di psicologi sportivi. Tale ruolo, infatti, richiede una qualificazione professionale specifica, arricchita da esperienze personali e da precisi interessi scientifici in ambito sportivo.

Nel 1965 Antonelli, Reda, Kimolth e Olsen, pubblicavano una bibliografia contenente 1800 articoli, mentre si teneva a Roma il I Congresso Mondiale di Psicologia dello Sport, i cui atti costituivano un punto di partenza per lo sviluppo della materia. Cinque anni più tardi, si costituiva l'International Society for Sport Psychology (ISSP) e successivamente l'Associazione Italiana Psicologia dello Sport (AIPS). Si fondavano intanto la rivista internazionale International Journal of Sport Psychology e la rivista italiana Movimento.

Negli stessi anni, veniva fondata dal prof. Antonelli la prima scuola italiana di Psicologia dello Sport. Solo più tardi se ne sarebbero costituite altre con vari indirizzi e ordinamenti. Nonostante ciò, il primo corso di perfezionamento in Psicologia dello Sport in Italia è stato attivato presso l'Università "La Sapienza" di Roma solo nel 1991. Sebbene l'apertura mentale dei diversi tipi di approccio abbia consentito una visione più ampia delle tecniche di valutazione e intervento, manca a tutt'oggi un modello standard di riferimento.

fonte: Terreni, L., e Occhini, L. (1997). Psicologia dello sport. Guerini & Associati, Milano