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"Spunti sportivi"

Quando i valori non sono una minaccia

Ci sono persone giovani, molto giovani, che lavorano profusamente nello sport a stretto contatto con l’età evolutiva. E talvolta capita che il dato anagrafico finisca per giustificare, in maniera più o meno legittima, un comportamento sprovveduto o inesperto. È verosimile, ad esempio, che l’assurdità dei bambini messi in panchina, impazienti di giocare, faccia pendant con la difficoltà di gestire degli adolescenti riottosi, contrari a ogni forma di ingiustizia. Sono situazioni diverse, interne a svariati ambienti sportivi, segnale che le cose non stanno proprio come indicano i valori a cui in tanti ci appelliamo, trasportati dall’intuito.
Il fatto è che da un lato, l’illusione della conoscenza del settore contribuisce a complicare il funzionamento corretto dello stesso, dall’altro riduciamo, sovente, il tutto a una mera questione valoriale.
Allora il punto non è se sia giusto o sbagliato praticare sport, e quindi apprendere o insegnare una qualsiasi forma di attività fisica. In fondo, il dilemma potrebbe risolversi da sé, come non farlo. Quello che, invece, dovrebbe interessarci sono i risultati positivi o negativi delle interazioni entro cui agiamo, comprese anche le numerose specificità legate all’età, alla condizione, al ruolo o alla disciplina sportiva.
È tempo di riconoscere che i valori a cui comunemente facciamo riferimento non fanno che indurci ad un ragionamento tautologico, impedendoci di intaccare l’illusione della profondità esplicativa che ci vede coinvolti più o meno tutti. E questo stato delle cose determina una chiusura indefinita del sistema, in quanto lo sportivo rimane abbarbicato comodamente nel suo settore, distante e separato da chi sportivo non si sente.
È notizia di qualche giorno fa: l’Aula del Senato ha dato il via libera al ddl per l’inserimento dello Sport in Costituzione. Ora il provvedimento tornerà alla Camera per la quarta e ultima lettura e poi, se tutto fila liscio, modificherà la Carta. Dettagli a parte, credo però che la domanda da porci sia una: come si formeranno gli atteggiamenti delle persone nei confronti di un simile provvedimento? Ad oggi, siamo tutti fatalmente ignoranti in materia sportiva. Vuoi perché tendiamo a trincerarci dietro certezze che costruiamo su dei valori sacrosanti. Vuoi perché ciascuno tende a iperspecializzarsi nel proprio campo d’azione per sentirsi vincente, ignorando che il modo preferibile per imparare è pensare insieme agli altri.

Non serve che ciascuno sappia ogni cosa, sembra scontato, eppure tendiamo comunque a creare una confusione inutile, proprio a causa del fatto che siamo più ignoranti di quanto pensiamo di essere. Ed è facile desumere quanto stia diventando sempre più delicato prendere delle buone decisioni!
Se lo Sport è prossimo ad entrare nella Carta costituzionale, allora potrebbero guidarci le persone più attrezzate sul metodo migliore di procedere, considerato soprattutto il comportamento umano nel contesto della reciproca influenza tra sport e sviluppo psicofisico. Certo è che sarebbe anche da stabilire chi disponga di una reale competenza e se quest'ultima sia faziosa oppure no. Sarebbe un passaggio obbligato, ma comunque meno impattante che chiedere a ciascuno di diventare un esperto. Comprendere quali opzioni siano disponibili in un sistema, e le conseguenze dello scegliere un’opzione piuttosto che un’altra, è ovviamente roba da esperti, e quando in ballo c’è la crescita di individui e comunità, sono più specificatamente le scienze e le tecniche psicologiche a strutturare l'ambiente.
I principi fondanti l’attività sportiva hanno un ruolo inalienabile, ma questo non dovrebbe ostacolare un’analisi causale, attendibile e dettagliata sulle conseguenze dei provvedimenti sociali. E allora, visto che le scienze dello sport sono interdipendenti e che la comunità della scienza opera mediante un lavoro di squadra, l’aspettativa potrebbe essere che al più presto si sappia di una commissione apposita per stabilire come fornire un programma completo di assistenza sanitaria per il maggior numero di atleti, al prezzo più adeguato e conveniente.

 

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