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cpspescara estate2018

Passato il Ferragosto, qui in Italia l’estate abitualmente cambia passo. Le famiglie godono delle ultime settimane precedenti la ripresa scolastica - quest'anno fissata al 10 settembre -, e si barcamenano tra suoni e colori che gradatamente sfumano verso i timbri e le tinte autunnali. Tolta la premessa, però, quello che vorrei raccontare sono le cose che ho maturato in questa stagione, leggendo più del solito.
La colonna sonora dei mesi trascorsi è stata lo scambio epistolare tra Einstein, Max e Hedwig Born, riportato in Scienza e vita. L’ho spalmato nel corso delle giornate senza alcuna pretesa di finirlo al più presto, soffermandomi piuttosto sul momento storico a cavallo delle guerre mondiali, terribile eppure sorprendente, viste le somiglianze con il presente.
Ma la scoperta dell’estate - per la quale ringrazio Claudio Giunta, di cui a giugno ho apprezzato Come non scrivere - è stata David Foster Wallace. Negli ultimi tempi l’avevo sfiorato più volte, non tanto per la sua esperienza tennistica quanto per la sua propensione a raccontarla in più occasioni. Tennis, tv, trigonometria e tornado e Come diventare se stessi li ho letti negli ultimi due mesi e mi sono piaciuti, uno più dell’altro.
Ma non è solo di Wallace che sono qui a scrivere, non basterebbero le idee che ho e non è a lui che voglio arrivare. Ho letto, infatti, Lo spirito del Kyudo nella sua versione italiana - il testo comprende anche quella inglese e un’appendice giapponese. Ammetto che al tiro con l’arco asimmetrico sono arrivata quasi per caso, passando attraverso Alessandro Baricco e facendo delle comparazioni con Vincere sporco, il testo di Brad Gilbert & Steve Jamison che ho letto a fatica.


Per chiudere in bellezza ho trovato il tempo di ripassare la storia di Billie Jean King con La Battaglia dei sessi. L’anno scorso l’avevo messo in stand by dopo la cocente delusione scatenata da Borg McEnroe. Decisamente meglio il primo del secondo.
A questo punto dell’estate, dovendo presto tornare al modello di studio su cui lavoro sono ripartita da Creatività. Il crimine perfetto. L’ho comprato durante i Dialoghi sull’uomo, il Festival di Antropologia a Pistoia. Assieme ad Asfalto, la biografia di Andrea Dovizioso mi incoraggia nell’avanzare alla ricerca di soluzioni sportive fruibili e innovative.
L’integrazione concettuale e la creatività sulle quali sto insistendo hanno delle basi dimostrabili e le sto raccogliendo con pazienza e lungimiranza. La consistenza dei processi da realizzare è tanta, lo so. Magari, è una sfida senza fine. Ma ho una fedele compagna che è la partita in corso di Vittoria Albeggia, la protagonista del romanzo che sto scrivendo.