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DivietoAccessoCPSPescara

Finalmente arriva il giorno fatidico in cui entro in uno dei palazzi blasonati della città dove vivo. Sono eccitata all'idea di scoprire un posto che mi incuriosisce ormai da anni; sapevo che prima o poi sarebbe arrivata l'occasione giusta. Anni addietro ho imparato che il tempo è galantuomo.
Ѐ un palazzo affascinante e mi appare subito una struttura molto bella, in linea con le aspettative che mi porto dietro. Decoro e funzionalità non mancano. Però c'è un particolare, piccolo, che mi lascia sbigottita. Un divieto di accesso all’imbocco della scalinata che porta ai piani superiori.
L'appuntamento è al quarto. Ci voglio arrivare a piedi ma un avviso mi obbliga all'utilizzo dell'ascensore. Mi domando quale possa essere il motivo senza escludere alcuna ipotesi e il fatto diventa un dilemma senza risposta che occupa una giornata di corso. Di mezzo, il brivido di violare un divieto e il gusto di condividere un dubbio con persone sconosciute. Tutto questo misto alla perplessità di accorgermi, nel frattempo, che pronunciare la parola movimento per abbinarla al concetto di energia, tra divagazioni a tema alimentare, suscita ancora delle spiccate resistenze. Eppure, nell’ambito della psicologia dello sport, quando applichiamo un protocollo di mental training ricorriamo con disinvoltura al concetto di attivazione o di arousal proprio per allenare la capacità di regolare il livello di energia degli atleti.
Adesso, stando ai fatti della giornata, mi chiedo quanto sia efficace limitare l’applicazione di noi psicologi agli atleti e tiro le fila di quanto è stato detto sulla scorta di una scarsa conoscenza.


Le esperienze più disparate che faccio nel mio lavoro mi insegnano che dovremmo ripartire dalla base; lo credo con la fermezza che serve quando si desidera trasformare le convinzioni più comuni delle persone estranee allo sport, quelle che senza accorgersene lo descrivono ponendolo in antitesi alla cultura. Dobbiamo mirare a parlare di dieta, alimentazione, o di disturbi alimentari, considerando ogni volta l’importanza del corpo, del suo movimento, e del ruolo insostituibile che svolge. Quello di conferire energia a chi lo riconosce.
Accettare e integrare la parola movimento è una questione culturale, di fiducia nello sport e in un settore che va oltre le palestre per comprendere una qualsiasi rampa di scale, senza incappare in un divieto di accesso - inspiegabile.