"Punti di vista". La rubrica del mese

 

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Mensilmente, questa pagina dà spazio alla rubrica "punti di vista", trattando dei temi attinenti le ultime settimane; un parere sulle questioni sportive recenti, firmato da Margherita Sassi (Responsabile del CPS-P, Psicoterapeuta e Psicologa dello Sport).

 

 

 

triangolo pitagora* Caspita, che espressione tesa! È successo qualcosa, durante la partita?
** Niente di particolare; è che alla fine ho perso e sono deluso, anzi no, arrabbiato.
* Beh, a nessuno piace perdere, ci mancherebbe altro, questo posso capirlo; ma cos'è che ti fa arrabbiare?
** Aver perso!
* Okay, fin qui ci siamo. Però, forse, se ci pensi un attimo, ti viene in mente anche qualcos’altro ...
** Non riesco a giocare come vorrei e mi sento uno scarso! Penso sia per questo. Fino a un po' di tempo fa andava tutto bene, invece adesso è qualche mese che non prendo una palla. È come se fossi bloccato, a volte mi sembra quasi di giocare in una palude.
* Quindi, cosa pensi di fare?
** Non lo so. Mi viene il dubbio che tutto quello che sto facendo sia inutile. Sacrifici, fatica, impegno, a cosa servono? È difficile da spiegare, ma in questi casi è come se mi crollasse il mondo addosso.
* Mhmm … quanti anni hai?
** Che domanda è? Lo sai! Tredici. Tra due mesi e mezzo, quattordici.
* Ora ti dico una cosa importante. Magari è un po' astratta, ma te la dico lo stesso. Nel tuo cervello c'è una parte che serve in campo per giocare ed arriva a maturazione in questi anni … quando ti sforzi d'imparare, in situazioni tanto diverse tra di loro, anche emotivamente complicate, soprattutto in quei momenti, ti stai allenando per il tuo futuro. Riesci a rendertene conto?
** Va bene. Non me ne rendevo conto, non lo sapevo ... . E ora che lo so, come si fa?
* A fare cosa?
** Ad imparare.
* Innanzitutto ci vuole tempo, parliamo di anni, e comincerei col mettermi l'anima in pace. Poi fiducia, sia nelle tue capacità che nelle persone che t’insegnano e ti sostengono. E non per ultimo dovrai imparare ad ascoltare attentamente te stesso, i segnali che provengono dal tuo corpo e quello che ti dice la testa.
** E se la mia testa mi dicesse di mollare?
* Secondo me, mentirebbe. E anche se così non fosse, prima di crederle, proverei ad essere onesto con lei. Falle le domande giuste e ascolta cosa ti risponde.
** E quali sarrebero le domande giuste?
*  ...

triangolo pitagoraLa specializzazione precoce si conferma un tema sportivo di cocente attualità ed emerge allo stesso tempo tra le pieghe del discorrere quotidiano e le linee di ricerca delle sedi universitarie.

Soffermarmi un attimo sull'argomento e tracciare un punto di vista stringato non è una brutta idea, visto che comunque questa rubrica mi induce ad inaugurare la stagione autunnale in concomitanza con l'imminente scadenza di ottobre.
Anzitutto, credo sia opportuno mettere in luce che, considerando la produzione di talenti, l’atteggiamento nei confronti dello sport differisce notevolmente tra un atleta-top e colui che chiamerò un atleta-base (intendiamoci, non sono affatto convinta del termine, ma lo faccio per capirci). Una prima spiegazione potrebbe essere che nell’atleta-base il rinforzo non si lega in maniera indissolubile ai titoli o agli esiti conseguiti; rischio che si profila, invece, per l'atleta-top e neanche così di rado.
Ma c'è un’altra differenza, più articolata e meno evidente. Per determinati periodi, un mese, un anno, anche due, l'atleta-base si dedica a perfezionare una gestualità, sperimentando uno sviluppo graduale della percezione e delle funzioni esecutive corrispondenti, cosicché con ogni probabilità, ciascuna delle parti affinate diventa essa stessa un rinforzo, per via del suo rapporto con la gestualità completa. Un meccanismo, questo, che direi quantomeno efficiente.
Dall'altra parte, si stagliano i processi che caratterizzano l’atleta-top; le domande che mi vengono a riguardo, in questo momento, sono due. Quali sono i criteri di funzionamento utilizzati? E in base a questi, come vengono calcolati i tempi di sviluppo cerebrale del giovane a fronte della precocità con cui esprime le doti che gli vengono riconosciute?

triangolo pitagora

Se dovessi stilare una top five dei particolari ambigui dell’estate, che ho osservato, letto o su cui ho riflettuto, non avrei dubbi.
Al primo posto, l’affermazione di Paolo Montero - ex giocatore ed attuale allenatore FIGC - su Sportweek del 17 agosto. “In campo ho sempre cercato di dare il massimo. In maniera corretta o scorretta. […] Io voglio essere corretto nella vita, nel calcio devo vincere. Se no, vado a giocare a carte”. Non credo che il resto dell’intervista sia rilevante più di tanto, penso possano bastare le parole che ho estratto.
Al secondo posto: l’aggressività con cui le giocatrici della Nazionale Italiana di Pallavolo hanno esultato dopo un punto fatto alla Polonia, nella finale per il terzo e quarto posto dell’8 settembre, durante gli Europei ad Ankara, in Turchia. Ho visto alcune di loro urlarsi in faccia a pochissimi centimetri di distanza mentre altre si scontravano petto su petto. Il telecronista ha commentato l’esultanza (ammesso che di questo si trattasse) definendola bella o con un aggettivo di simile portata.
Al terzo posto, ma non ultimo, un articolo sul Corriere della Sera del 13 agosto, La carica dei bambini, in cui oltre a comprendere le spiegazioni di una collega - psicoterapeuta e psicologa - sono stati frapposti un segno zodiacale, l’infelicità (presunta) di grandi campioni che oggi vivono la loro età adulta, e una sfilza di quesiti che prendeva spunto dalla frase della celeberrima canzone di Gianni Morandi, uno su mille ce la fa.
Ora, fermo restando che gli adagi mal si prestano a risolvere delle problematiche annose e complesse, tento di collegare questi primi tre punti dando una forma a quello che potrebbe diventare un triangolo rettangolo, in cui come recita il Teorema di Pitagora, il quadrato costruito sull’ipotenusa è equivalente all’unione dei quadrati costruiti sui cateti.
Ecco. Io credo che sull’ipotenusa ci sia l’affermazione di Montero e che sui due cateti si possano rintracciare la smisurata aggressività della ragazze del volley e il mix estraniante del pezzo sulla precocità dei bambini nello sport.

stilisti per gioco

Agonisti, studenti, stilisti, adolescenti, giocano a tennis e si allenano presso il Circolo Tennis di Pescara, con una creatività senza precedenti, svelata negli ultimi mesi: sono gli atleti del Training Center dell’a.s.d. Tennis IT che hanno preso parte al Progetto Stilisti per Gioco 2019 (nella foto), i protagonisti che hanno realizzato le magliette da indossare, interpretando in maniera unica l’esperienza tennistica in corso. Nasce così una nuova linea di sei t-shirt, assolutamente rappresentative, con la scritta Golden eagle is on top like us ed una grafica abbinata, caratterizzata dalla colorazione del marchio Erreà. Il giallo, stimolo allegro e vitale, secondo la teoria dei colori di Lüscher esprime una particolare proiezione verso l’esterno ed il futuro, che richiama speranza ed ottimismo. Ed i ragazzi si sono messi in gioco proprio in questa direzione, combinando elementi conosciuti per creare qualcosa di nuovo ed utile. Ci sono riusciti tutti assieme. Entro un tempo stabilito. Valutando il desiderio effettivo di prendere parte a qualcosa, ciascuno con il proprio modo di fare ed il proprio bagaglio di esperienza.
Ce n’è voluta, ma ne è valsa la pena come sempre.
Il Progetto “Stilisti per Gioco” si conferma una sfida un po’ per tutti; ci auguriamo che la soddisfazione d’indossare delle magliette così uniche (e così belle!) faccia da trait d’union tra chi non è riuscito a realizzare la proposta e chi, invece, ce l’ha fatta!
Un ringraziamento speciale ad Angelo Castaldi della Numismatica Castaldi che conferma la sua azienda a sostegno dello sport e dell’innovazione, e all’a.s.d. Tennis IT che continua ad accogliere favorevolmente la realizzazione d’iniziative inconsuete, dedicandovi tempo ed energia.


Il Centro di Psicologia dello Sport di Pescara CPS-P è partner dell’iniziativa.
Si ringrazia Mizarts per le foto e Chiara Karicola per il perfezionamento del disegno.

p.s.: ... la collezione era a tiratura limitata!! :)

IMG 7265Durante l'anno, tra luglio ed agosto la quotidianità cambia; o almeno, questo è quello che accade in una città come Pescara, dove al di là delle ore lavorative si creano migliaia di opportunità, risvegliate dall’odore del mare e fino ad allora sopite dal clima invernale.
Si compiono, così, attività e rituali insoliti; leggere il giornale di prima mattina, bevendo il caffè con i piedi nella sabbia, oppure giocare sul bagnasciuga, a qualsiasi età e a qualsiasi cosa, entro una gamma di opzioni che non esclude pressoché nulla. D'improvviso, dal frisbee al burraco, sembra snodarsi una popolazione multiforme e scalpitante.
Ma non è questo il punto; è appena la premessa.
Il punto è che ci si scopre sportivi senza quasi volerlo; ritagliando un proprio ruolo (più o meno evidente), dentro uno scenario, che cambia con una frequenza contraria alla lentezza dei ritmi in voga.
È tutto molto divertente, tranne per chi del divertimento non sa cosa farsene. In alcuni casi, lo svago presta il fianco a degli sprazzi di agonismo che poi diventano attimi leggendari, spesso coincidenti con la fase del tramonto, quando il calo delle temperature resuscita gli amanti dell'ombra.
È un tam-tam senza sosta. L’entusiasmo dei bambini si mescola alla bellezza dei giovani e alla tenacia degli adulti; mentre la pacatezza degli anziani tiene banco e campeggia sorniona. Si arrangia una combinazione dai confini a momenti impercettibili, in cui le distanze si riducono ed il movimento dei corpi trova spazio senza neanche dover sgomitare. Dentro, ci finiscono sentimenti consolidati ed emozioni nuove e condivise, condite dalla fragranza degli abbronzanti e dalla sapidità della salsedine, che fatalmente rendono il tutto indimenticabile, mentre si recupera una spontaneità - di nicchia - che di solito finisce per convergere in un sorriso o in un applauso corale.