Cresibilità e Dintorni

 

sogni sportivi cresibili

«Sognatori si nasce, cresibili si diventa.»
M. Sassi

Ogni persona ha il proprio sogno (a volte, anche più di uno!). E desiderare, oltre ad essere un diritto, è forse persino un dovere. Eppure, c'è chi si arrende alla complessità di quello che vorrebbe, consapevole che per dargli corpo, bisogna scoprirlo, accettarlo, e trasformare le parole nei fatti. Barcamenarsi, con tenacia, in tutti quei frangenti dove nascono le difficoltà vere, tra la fatica ed il sacrificio di attivare un processo semplice, ma costoso.
Costoso sul piano delle emozioni, dei comportamenti, delle convinzioni e, non per ultimo, dei rapporti umani.
E quando si tratta di sogni, si sa, le idee non sono mai banali, sono idee forti, coraggiose, di quelle capaci di mettere a punto una serie vistosa di azioni e di reazioni, associate, tutte, ad un sentimento profondo.
Lo stesso che, in principio, scatena il sogno.
Si tratta di un processo circolare, e quando ci sei dentro, allora sai come riconoscerlo; perché, in fondo, ti fa paura e allo stesso tempo ti eccita, e l’energia che produce riesce a rialzarti ogni volta che cadi. È semplice e potente, capace di creare spazio al futuro, alle trasformazioni e alla speranza.
Oggi, l'idea della cresibilità® esiste. Abita i sogni degli sportivi appassionati. Muove le intenzioni di chi crede nello sport al cospetto del fattore umano. E prende corpo nella concretezza dei fatti, pur non essendo ancora codificata.
Il domani è pronto, il processo è circolare, e noi del CPS-P ci stiamo dentro, architettando il futuro di uno sport cresibile, passo dopo passo.

Per informazioni, è possibile inviare una mail anche da Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Stilisti per Gioco

Giovedì 29 agosto 2019, presso il Circolo Tennis di Pescara, a partire dalle ore 11.30, i ragazzi del Training Center dell’A.S.D. Tennis IT - Daniele Valente, Davide Marotta, Marco Terenzio, Riccardo Rapposelli, Ruggero Petrecca e Andrea Magnocavallo - saranno premiati nell’ambito del Progetto “Stilisti per Gioco”, che prosegue la sua corsa avviata due anni fa (foto a sx).
Anche in questa seconda tappa, le magliette realizzate dai ragazzi sono frutto di curiosità, impegno ed amicizia; a testimonianza che la forza motrice di un qualsiasi processo creativo è sempre più il team e sempre meno l’individuo.
A dimostrazione del valore attribuito alle capacità relazionali, il progetto ha previsto la partecipazione del gruppo di allenamento e la richiesta è stata quella di consegnare un modello unico, d’accordo tutti i ragazzi.
La presente iniziativa si aggiunge a quanto è stato fatto nel corso della stagione agonistica trascorsa (2018/19) ed è rivolta a sensibilizzare gli atleti sull’importanza del pensiero creativo in ambito personale, prestativo e in vista delle prospettive di vita futura. Lo svolgimento del compito è stata un’opportunità concreta per rappresentare se stessi e la condivisione dell’attitudine al tennis.
A premiarli sarà Angelo Castaldi, titolare della Numismatica Castaldi e sponsor del Progetto, che afferma nuovamente la sua volontà di favorire la crescita dei giovani nel contesto sportivo e quindi tennistico.
Anche in questa circostanza confermate le magliette con il brand Erreà.
L’attività continua ad essere sostenuta dal Centro di Psicologia dello Sport di Pescara, partner della stessa dal 2017.

genitoriSportSuggerimenti cresibili per sostenere l'esperienza sportiva dei giovani

 

*  Applaudi ed ammira; quando stai per urlare, la tua energia è quasi fuori controllo - Come genitore, il tuo obiettivo è supportare tuo figlio e la sua squadra. Quando un fatto non ti piace o non lo condividi, chiedi di parlarne in privato, e prima trova il tempo per rifletterci.L’applauso ed il sostegno contribuiscono ad un clima divertente che di per sé è un risultato.

Lascia che l’allenatore alleni - … se poi credi di avere le idee così chiare da non concordare in toto con l’allenatore, la scelta di cambiare Società è tua.

Cerca l’aspetto curioso della situazione - Lo sport deve rimanere un gioco. Quando sei rilassato e ti diverti, tuo figlio ti sente partecipe e si esprime al meglio.

Sii paziente con chi collabora alla riuscita di un evento agonistico - I direttori di gara, i giudici e/o gli arbitri sbagliano come chiunque altro; i comportamenti violenti nei loro confronti sono intollerabili.

Fai attenzione quando attribuisci delle colpe - Occhio a confondere le cause con le colpe! Tieni a mente che un risultato è l’effetto di più cause e non tutte sono controllabili. Analizzare una prestazione (individuale o di squadra) è un’operazione complessa e delicata, improvvisarla può ostacolare il consolidamento dell’autoefficacia.

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Strumenti cresibili per il mental training.

1. Usa quello che ti sembra più efficace per te.

2. Inizia con una o due strategie semplici, senza sovraccaricarti.

3. Parti dalle situazioni meno stressanti per testare il tuo approccio e procedi ad allenarlo finché funziona.

4. Crea un promemoria (come il profilo di prestazione) che ti aiuti a raggiungere la condizione che desideri.

5. Allenati usando il tuo promemoria come riferimento per entrare nella tua migliore concentrazione.

6. Prima dell’inizio di un torneo, pensa a come vorresti sentirti nella prossima partita e a come vorresti concentrarti; ricordati le prospettive e l’attenzione che vuoi mantenere.

7. Prova a lasciare che le emozioni e i sentimenti/umori positivi emergano naturalmente assieme ad un’attenzione pienamente focalizzata.

otto punti fermiOtto punti fermi per decidere di abbandonarsi allo sport

Come riconoscere la cresibilità® sportiva in ambito giovanile

1. Apprendimento e risultati - La fiducia nell’atleta è uno strumento di lavoro che stimola la conoscenza. Valorizzare la plasticità del giovane vuol dire oltrepassare l’efficacia delle strategie di allenamento rivolte al risultato ed avere cura dei processi di apprendimento in atto e della definizione degli obiettivi di prestazione prefissi.

2. Autonomia e controllo - Lo stile di attribuzione (interno ed esterno) deve favorire un approccio allo sport creativo e responsabile, nel cui ambito mantenere come criterio di valutazione la conquista dell’autonomia, quindi l’esercizio delle life skills e la soddisfazione del desiderio abbinato all’ambizione di migliorare.

3. Alternanza e resilienza - L’alternanza dei risultati sportivi deve essere ammessa e valorizzata; è necessario imparare a gestire la positività come la negatività. Questo tipo di esperienza, che non va né programmata, né controllata, rappresenta infatti la migliore fonte di resilienza.

4. Il diritto allo sport - La scelta dello sport da praticare va fatta valutando attitudini, aspirazioni e curiosità. Bisogna ascoltare le preferenze del giovane e vagliarne le ragioni, limitando le scelte dettate da un utilizzo terapeutico dello sport, che espone spesso alla deriva dei “devo”, “dovrei” o “si deve”.

5. Qualità e quantità - Per essere percepito come uno stile di vita, lo sport deve comportare una valutazione attenta della qualità e quantità. Affinare la preparazione vuol dire fare perno sulla sensibilità personale e credere in un approccio interdisciplinare che sia di stimolo anche a livello relazionale.

6. Errori e tolleranza - È consigliabile dimostrare con l’esempio e la testimonianza diretta che sbagliare è un “fatto” e va gestito in quanto tale. Spesso tollerare l’errore è difficoltoso, ma una convinzione personale corretta (“è successo quello che è successo”) aiuta a normalizzare l’evento senza sottovalutare (“basta … non è successo niente!”) o sopravvalutare una prospettiva di successo (“la prossima volta vedrai che vincerai tu”).

7. Competenza sportiva - Il comportamento resiliente va incoraggiato in allenamento perché possa emergere in gara; i giovani necessitano non solo di riferimenti sicuri (per es. consigli tecnici), ma anche di un atteggiamento partecipativo da acquisire, in considerazione della competenza personale da sviluppare.

8. Eccellenza e dedizione - È inopportuno illudere gli adolescenti che con qualche giusto accorgimento, in breve, si possano ottenere eccellenti risultati. L’eccellenza è figlia di interminabili processi, e la dedizione allo sport prevede un incessante lavorìo, di cui si diventa consapevoli soprattutto nel superare le sconfitte e nel creare un proprio stile.

DirittiSportCresibileElenco dei diritti previsti dalla cresibilità® sportiva in ambito giovanile

1. Riconoscere le proprie emozioni è parte integrante della crescita e della prestazione. La gestione di qualsiasi cambiamento emozionale rientra in un allenamento efficace.

2. L’utilizzo delle regole favorisce l’acquisizione dell’autodisciplina, e le punizioni hanno senso quando sono associate ai comportamenti e non alle emozioni o alle persone.

3. Ognuno può chiedere con franchezza ciò che desidera.

4. Esporre il proprio punto di vista è un comportamento non solo naturale, ma anche rispettoso di una convivenza per la quale contribuire.

5. Esprimere un sentimento di qualsiasi genere, in favore dell’onestà e della gentilezza, è il migliore sostentamento possibile per il gruppo (o la squadra) di appartenenza.

6. Ognuno ha il diritto di divertirsi e di sorridere, sia in allenamento che in gara, all’interno di un ambiente sano e sicuro.

7. Chi viene strumentalizzato deve essere supportato nel recuperare la qualità della propria vita e della propria salute.

8. Ognuno ha il diritto di esercitare la propria creatività, conoscendo limiti e regole dello sport che pratica.

9. Si può decidere di astenersi dall’allenamento o dalla gara, purché si comunichi in maniera leale e quindi responsabile.

10. Ognuno ha il diritto di sbagliare e di ripartire dall’errore commesso.

11. Ognuno ha il diritto di esercitare la propria sensibilità e di non sentirsi pronto.

12. Ognuno ha il diritto di dire “non ho capito” quando c’è un esercizio da compiere.

13. Ognuno ha il diritto di decidere quali responsabilità assumersi nel trovare soluzioni ai problemi del gruppo (o della squadra).

14. Voler cambiare sport è normale, l’importante è farlo senza sentirsi in colpa o inadeguati, ma per la curiosità di provare nuove esperienze.

 

p.s.: la presente Carta prende spunto dall'Art. 31 della Convenzione delle Nazioni Unite per l'Infanzia e l'Adolescenza: "Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e  al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica."